venerdì, 30 settembre 2005
Mi scusi Mr. Orwell se l'ho parafrasata.
Ho diversi colleghi di lavoro, un po' meno dell'anno scorso in effetti, tutti con contratti a progetto o in partita iva, che di fatto mascherano una situazione di lavoro dipendente ma che nessuno dei protagonisti è in condizioni di denunciare, perchè le tutele, si sa, sono sempre per gli altri. Con buona pace del ministro Matteoli e delle sue boutade a Ballarò.
Pare incredibile, ma a questa già difficile ed incerta situazione, peraltro condivisa da larghe schiere di lavoratori in tante altre aziende, può addirittura aggiungersi una complicanza inimmaginabile se si è stranieri.
Esempio: la collega A., cittadina europea e quindi comunitaria, ma proveniente da uno dei paesi di recente annessione (Polonia), lavora in Italia da qualche anno. Avendo il permesso di soggiorno in scadenza, si reca fiduciosa dalle autorità preposte al rinnovo pensando che, ora che non è più extracomunitaria, le pratiche possano essere agevolate. Pia illusione in un paese con tanti ministri in verde come Calderoli, Castelli e Maroni.
Se prima bastava un contratto di lavoro (e meno male che con il co.co.pro. non fanno storie...) e qualche kilo di documenti in plurice copia, ora in quanto cittadina europea le serve anche la residenza (non più il solo domicilio, ma per fortuna l'aveva già presa) e, udite udite: una dichiarazione del datore di lavoro che dichiara di sapere
- dove lei abita e che abita proprio lì
- se paga un affitto e quanto paga d'affitto
- se è fidanzata e con chi
e soprattutto il datore di lavoro si impegna, in caso di mancato rinnovo del permesso di soggiorno o di espulsione, a qualunque titolo, a pagare le spese di viaggio per rimandarla nel suo paese.
Io mi domando e dico: già che ci siamo, garantire anche che non ha i pidocchi o l'influenza aviaria, no?
E poi, il viaggio di ritorno, deve essere in business class alitalia o basta un c130 dell'aereonautica militare? Se occorre, credo che le FFSS avanzino ancora qualche vagone merci usato negli anni 30... tanto, la destinazione era sempre in quella zona.
Che schifo.
mercoledì, 28 settembre 2005
E' un po' che medito un post sull'argomento. Più o meno da agosto.
SI fa un gran parlare di pesca subacquea in apnea, con Pellizzari che ci fa tanti bei servizi in tv, su come sia avvincente, la sfida dell'uomo contro il mare, l'esercizio subacqueo, scendere in apnea in profondità e appostarsi, un solo colpo, l'uomo e il pesce ad armi pari. Quasi.
Si quasi, perchè l'uomo sa che la sua fiocina può uccidere il pesce. Ma al pesce chi gliel'ha detto? I casi son due: o il pesce non lo sa, quindi non ha paura e non scappa. Oppure il pesce lo sa, perchè ha visto tanti suoi amichetti infiocinati, e allora vivrà nel terrore che succeda a lui, non solo nei 5 minuti in cui Pelizzari e gli amichetti suoi sono sott'acqua, ma sempre. Praticamente, uno stress continuo. Una vita sotto assedio. Il terrore fisso negli occhi. Un pesce costantemente in crisi di nervi. E senza Valium.
Cmq, anche ammettendo che la pesca in apnea possa essere ritenuta "sportiva" per come la fanno Pellizzari & co., c'è un rovescio della medaglia.
Che i figaccioni di linea blu/pianeta mare/splish splash siano veri atleti non c'è alcun dubbio, scendono con mute supersportive a profondità tutt'altro che banali, posizionandosi a distanze notevoli dalla preda, con un solo colpo in canna che se va a vuoto non può essere ripetuto, perchè quando sono risaliti, han ripreso aria, han ricarcato l'arbalete e sono discesi, il pesce è già andato a casa da un pezzo.
Ma gli altri? I pescatori della domenica d'agosto? Quelli che con un fisico da telespettatore si immergono in apnea per andare a pesca sulle spiagge vicino casa... cosa pescano?
Con tanto fiato da resistere non oltre 2 minuti sott'acqua, si immergono fino a 3 metri al massimo, a pochi metri dalla riva (che mica ce la fanno a nuotare per arrivare fin laggiù dove sono i pesci grossi), puntando la fiocina contro pescetti talmente piccoli che un colpo solo li apre a metà (sfortunatamente i tonni di 1 metro non nuotano lungo la riva...), appoggiando la fiocina sul fianco di scorfanetti talmente piccoli da non sapere nemmeno cosa ci fa un balenone di 100 kili in acqua e ricaricando l'arbalete tre volte, tanto una volta colpito lo scorfanetto mica può scappare lontano, e poi basta alzarsi in pedi per riprendere il fiato. Tutto questo per portare a riva un solo pescetto di meno di 7 cm di lunghezza complessiva, che dopo 5 minuti abbandonato sulla sabbia accanto all'ombrellone ha attirato stormi di vespe e viene, pertanto, ributtato in acqua. A pezzi, chiaramente. Tanto con un pescetto così piccolo mica ci si poteva fare il sughetto.
E allora, che cavolo l'hai massacrato a fare?
Non ce l'ho con i pescatori "veri", anche se non approvo la pesca in apnea in generale. Però, se si potesse regolamentare un po', tanto per evitare queste inutili stragi di pesci piccoli... insomma, i pesci ringrazierebbero.
Di seguito, una ricostruzione fotomontata di una poco edificante scena cui ho assistito quest'estate.
venerdì, 23 settembre 2005
E' trascorsa la prima notte dell'Isola dei famosi.
Gli uomini, da soli nella grotta, se la ridono e si divertono beati.
Le donne, da sole sulla spiaggia, han già litigato e secondo me tra un po' si mettono pure le mani addosso.
Voterò per buttare fuori la Quaranta, che già mi da fastidio.
A questo punto, mancano solo le castagne e il mio primo meraviglioso e fantasticissimo inverno con @ngelo può cominciare :D
mercoledì, 21 settembre 2005
Vorrei esprimere tutta la mia più sentita ammirazione per il Sig. Cordura che ha inventato l'omonimo tessuto, una benedizione celeste per chi va in scooter con questo clima mutevole.
Però: non si potrebbe farci anche l'abbigliamento? Non so, una versione light per pantaloni, magliette, sciarpine....
ok, una riflessione inutile. scusate.
ps. si sta spargendo la voce... :)
lunedì, 19 settembre 2005
Che freschino che fa!
E nonostante i pinguini, in ufficio c'è ancora chi si ostina a tenere l'aria condizionata a palla! Così asciuga l'umidità, dicono... sai che gioia lavorare in un ufficio di ghiaccio secco!!!
mercoledì, 14 settembre 2005
Ho cominciato a leggere "comunità virtuali" di Rheingold. "Era ora!" diranno i miei piccoli lettori...
Ma mentre lo leggo, mi accorgo che non riesco a "viverlo" come uno dei migliori saggi contemporanei sulle communità nel web. E' stato scritto nel 1993 e il tempo accelerato di internet lo rende già "vecchio".
Non riesco nemmeno a considerarlo un libro "profetico": non annuncia nulla di così aspirazionale, parla di cose già viste, già accadute, già vissute.
Mi sono resa conto leggendolo che il mio interesse verso questo libro discende direttamente dalla mia formazione storica. Sto leggendo Rheingold con la stessa curiosità e la stessa passione con cui sfogliavo gli archivi notarili del XIX° secolo. E' come se il saggio di Rheingold avesse poco da insegnare, pur rimanendo una straordinaria testimonianza del passato, con tutto il fascino delle cose dette e scritte in altri tempi, in altre ere, quando ancora si credeva che...
All'università leggemmo una trascrizione del '400 sugli allestimenti per una festa in piazza a Mantova. L'autore descriveva in dettaglio le metafore e le allegorie dei costumi, le danze, gli allestimenti. Nessuno oggi lo considererebbe un manuale per l'organizzazione degli eventi; è piuttosto una meravigliosa testimonianza scritta per gli appassionati di storia. E mi era piaciuto davvero tanto.
Ecco, leggere Rheingold nel 2005 mi fa all'incirca lo stesso effetto.
lunedì, 12 settembre 2005
Per andare a Faenza, a trascorrere un tranquillo fine settimana in famiglia, un simpatico mezzo di trasporto può essere il treno.
Nello specifico, se non si vuole cambiare a Bologna, è gradevole prendere l'interregionale delle 10, con biglietto di prima classe, il sabato mattina. I vagoni di prima sono sempre semi-vuoti e c'è l'aria condizionata. In tre orette comode comode si arriva a destinazione. In alternativa, c'è l'intercity, un'ora prima, che ci mette circa lo stesso tempo.
Quest'ultimo specifico sabato mattina, però, c'era un avvenimento che alle Ferrovie dello Stato deve essere sfuggito, d'altronde se ne parlava solo da un anno e mezzo: il mega concerto a Reggio Emilia. Appena 150mila biglietti venduti. Evidentemente i capoccioni delle Ferrovie dello Stato hanno pensato che tutti i 150mila spettatori paganti fossero già residenti a Reggio Emilia, visto che non si sono sognati di fare nè un treno speciale, nè di allungare le carrozze.
In ogni caso, risulta dopo diversi confronti che tutti i treni che sabato sono scesi da Milano verso Bologna fossero come questo:
lunedì, 12 settembre 2005
Era stata dimessa venerdì dopo un'intossicazione con varechina
Padova: bimba avvelenata ancora in ospedale
Ha mangiato una crema di formaggio anch'essa avariata, ma comperata in un supermercato diverso di quello del primo caso
caso, sfiga o preterinzione?
Io non credo molto alle coincidenze.
venerdì, 09 settembre 2005
Problemi a un motore per un Fokker 100 Alpi Eagles
Un atterraggio di emergenza a Palermo
Atterraggio di emergenza all'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo per un Fokker 100 della compagnia Alpi Eagles. L'aereo proveniva da Napoli con 52 passeggeri a bordo, e aveva segnalato alle 7,52 alla torre di controllo un'avaria al motore sinistro.
ma insomma, cos'è? un virus???
mercoledì, 07 settembre 2005
Prima delle vacanze, l'edicola vicino all'ufficio pareva una bancarella di accessori da spiaggia: magliette, costumi, top, parei, borse, teli mare, creme solari, doposole... tutto in bella mostra attorno al chioschetto.
Ora la stessa edicola sembra una succursale delle Messaggerie musicali: dvd, cd, libri, dizionari...
Chissà fra un paio di settimane che ruolo assumerà.
Ricordo con nostalgia quando vendevano i giornali.
martedì, 06 settembre 2005
Milano è un gran città. Una città secondo me dove vivono molti geni, che spesso passano inosservati. I panettoni colorati a pinguini, per fare un esempio.
Una di queste manifestazioni di genio mi ha sempre colpito. In via Giulio Romano, ci sono dei cavi che attraversano la strada. Milano è piena di cavi sospesi: per i tram, le luminarie, gli striscioni pubblicitari, eccetera.
Ma in via Giulio Romano un ragazzo ispirato, qualche anno fa, ha lanciato un paio di scarpe. Nel senso letterale della parola: le ha legate insieme per i laccetti e le ha scagliate in aria. Forse per goliardia, forse per scommessa, non so. Fatto sta che da anni, ormai, quelle scarpe sono ancora lì, appese a cavallo del cavo che attraversa la strada. E ogni volta che ci passo sotto, in auto, scooter o a piedi, le guardo e sorrido. Sorrido perchè mi fa ridere pensare a quel ragazzo che ogni volta che passa di lì se la ride orgoglioso: è riuscito a fare una cosa che nessuno disfa. Quelle sono le sue scarpe, da tennis di tela. Ce le ha messe quando ancora si chiamavano "scarpe da tennis". E quello, ormai, è il suo cavo.
Sono queste le piccole cose che, secondo me, rendono Milano una città a misura di uomo.
martedì, 06 settembre 2005
Gli abitanti delle isole non vogliono più presentarsi camminando soltanto a quattro zampe davanti al re Taufaahau Tupou IV.
I 110mila sudditi che abitano sulle tre isole che formano l'arcipelago di Tonga, si sono stufati di doversi presentare al sovrano soltanto camminando a quattro zampe e baciandogli poi il piede. In 10mila hanno marciato per la capitale, Nukualofa, per chiedere la democrazia.
Re Tupou, 87 anni, regna dal 1965. La sua famiglia e i nobili controllano ogni aspetto dell'economia e 21 dei 30 seggi del parlamento, mentre gran parte della popolazione vive sotto la linea della povertà.
free extract from: Il Corriere della Sera.
lunedì, 05 settembre 2005
3-10-16-18
3 incendi a parigi in 10 giorni. L'ultimo, doloso, appiccato per
gioco, ha fatto 16 vittime. Le piromani, 3 ragazze tra i 16 e i 18 anni.
3-5-6-13-14-16 -20-24-29-30-41-117-121-160
5 aerei cadono in 29 giorni.il primo il 6 agosto al largo di Palermo: 13 morti, 3 dispersi, 20 sopravvissuti. Il 14 vicino Atene: 121 morti. Il 16 in Venezuela: 160 vittime. Il 24 in Peru: 41 persone. L'ultimo a Sumatra: 117 vittime a bordo e 30 a terra. Ma forse ci sono 6 superstiti.
Visti come file di numeri, mi fanno venire ancor di più i brividi.
E poi c'è
new orleans. Dove i numeri, ormai, non hanno nemmeno più senso.
venerdì, 02 settembre 2005
Ieri mattina qualcuno non è proprio riuscito a trattenersi dal mandare un messaggio a Radio DJ, che è stato letto, con il seguente commento:
"Una volta le donne partorivano i figli e dopo tre mesi erano già nei campi a lavorare. Adesso si prendono due anni per stare a casa a far niente, rischiando di far fallire i datori di lavoro."
Eh, si vede come crescevano i figli, una volta...