Mi sono sempre chiesta perchè in Italia si festeggia Santo Stefano.
Ho una teoria tutta mia: in realtà, di Santo Stefano non gliene importa gran chè a nessuno. Diciamocelo, se proprio dovessimo festeggiare un santo nazionale, avrebbe senso festeggiare San Francesco, il patrono nazionale. O San Pio, in quanto santo italiano più famoso dell'ultimo secolo. O Santa Teresa di Calcutta, ultima arrivata in ordine di tempo ma sicuramente la più celebre.
Invece il fraticello con le stigmate e gli altri due protagonisti del '900 no e Santo Stefano si. Ora io vi sfido a dirmi chi era, cos'ha fatto e quando è vissuto. Personalmente non ne ho idea (e fin qui...), ma credo, anzi sono quasi sicura, che Santo Stefano sia vittima (o privilegiato?) dell'abitudine italica di strabbuffarsi a Natale.
Ché a vigilia si mangia di magro, cioè ci s'abbuffa come maiali con tonnellate di pasta e pesce. Il giorno di Natale si mangia all'ingrasso, e qui apriti cielo. Il problema è che dopo due giorni di luculliani infarcimenti, che si fa con le tonnellate d'avanzi che sono rimaste? Non si può buttare niente, che a Natale dobbiamo pensare ai bambini poveri che per avere una fettina di quel tacchino farcito ai peperoni e caponata di cozze chissà cosa darebbero...
E allora ecco che spunta fuori Santo Stefano, che come la magnesia san pellegrino, ci aiuta a liberare lo stomaco. O meglio, ci aiuta a liberare il frigorifero di un'altra tonnellata di avanzi. E un altro, intero, pomeriggio di pisoleggio selvaggio per smaltire anche l'ultima fetta di panettone farcito alla vaniglia e cioccolato.
E buone feste. Burp.
Ho una teoria tutta mia: in realtà, di Santo Stefano non gliene importa gran chè a nessuno. Diciamocelo, se proprio dovessimo festeggiare un santo nazionale, avrebbe senso festeggiare San Francesco, il patrono nazionale. O San Pio, in quanto santo italiano più famoso dell'ultimo secolo. O Santa Teresa di Calcutta, ultima arrivata in ordine di tempo ma sicuramente la più celebre.
Invece il fraticello con le stigmate e gli altri due protagonisti del '900 no e Santo Stefano si. Ora io vi sfido a dirmi chi era, cos'ha fatto e quando è vissuto. Personalmente non ne ho idea (e fin qui...), ma credo, anzi sono quasi sicura, che Santo Stefano sia vittima (o privilegiato?) dell'abitudine italica di strabbuffarsi a Natale.
Ché a vigilia si mangia di magro, cioè ci s'abbuffa come maiali con tonnellate di pasta e pesce. Il giorno di Natale si mangia all'ingrasso, e qui apriti cielo. Il problema è che dopo due giorni di luculliani infarcimenti, che si fa con le tonnellate d'avanzi che sono rimaste? Non si può buttare niente, che a Natale dobbiamo pensare ai bambini poveri che per avere una fettina di quel tacchino farcito ai peperoni e caponata di cozze chissà cosa darebbero...
E allora ecco che spunta fuori Santo Stefano, che come la magnesia san pellegrino, ci aiuta a liberare lo stomaco. O meglio, ci aiuta a liberare il frigorifero di un'altra tonnellata di avanzi. E un altro, intero, pomeriggio di pisoleggio selvaggio per smaltire anche l'ultima fetta di panettone farcito alla vaniglia e cioccolato.
E buone feste. Burp.









