sabato, 25 febbraio 2006
Sono guarita!! Finalmente!!!
venerdì, 24 febbraio 2006
Non so dire se è più malato questo venerdì milanese, con la pioggia e il cielo plumbeo, o io con il naso che eroga in continuo.
Voglio guarire.
E la cosa più stufevole è che non riesco a stare senza lavorare. E la webmail funziona male. Uffa.
Non vedo l'ora che torni il mio @ngelo...
martedì, 21 febbraio 2006
Ci sono due modi, per me, di essere malata.
Il primo comprende tutte le categorie: febbrone da cavallo, nausea, vomito, diarrea, dolori muscolari, dolori alle ossa, gonfiore alle giunture, mal di testa, mal di denti, mal di pancia, crampi intestinali, gastrite, mal di gola, tosse, lividi e contusioni varie. E a parte alcuni momenti di intenso dolore, non sono manifestazioni che mi rendano particolarmente apatica.
Il secondo comprende solo il raffreddore: quello intenso, totale, che parte dal mezzo della fronte. E mi rimbambisce come se la testa si trasformasse in un cocomero, con identico livello di reattività agli stimoli esterni.
Ecco: oggi è uno di quei due giorni all'anno in cui mi capita il secondo modo!
venerdì, 17 febbraio 2006
Me lo sono chiesta leggendo il
commento al post precedente di
ex-xxcz.
A prima vista mi viene da rispondere: "decisamente no!"
Poi però ci penso e mi rendo conto che oltre al lavoro riesco a:
- avere una vita affettiva soddisfacente (e non è poco!)
- andare in palestra quasi due volte alla settimana
- leggere libri
- organizzare il mio matrimonio
- mandare avanti la casa con spesa, pulizie, lavatrici ecc assieme al mio @ngelo
- assistere mia madre nei suoi progetti di viaggio in mar rosso
- fare ogni tanto un w-e in romagna
- cena/aperitivo fuori con amici in media ogni settimana/15 giorni.
Tuttosommato, non avrò molto tempo libero, ma quel poco che ho riesco a sfruttarlo al meglio :)
Se solo trovassi anche il tempo per l'estetista...
lunedì, 13 febbraio 2006
...che la parte che aggiorni più spesso del tuo blog è l'elenco dei libri che hai letto, vuol dire che non hai molto da dire.
appunto.
giovedì, 02 febbraio 2006
La piccola Gioia aveva ai tempi d'oro acquistato una piccola ma graziosa casettina a Milano. Ma gli orchi neri, nella persona dell'ufficio delle tasse, dei datori di lavori che non pagano puntuali e di altri cattivoni che ci hanno messo del loro, l'hanno messa nella situazione per cui la piccola piccola Gioia ha deciso di vendere la sua piccola casettina.
La tenera Gioia ha deciso di acquistarne un'altra, a tempo e momento debito, assieme al suo piccolo @ngelo.
La piccola Gioia sa, perchè gliel'ha detto anche il notaio sorrisone, che dovrà pagare allo stato tanti soldini d'argento perchè aveva avuto delle imposte ridotte, quando ha acquistato, e adesso i benefici sono decaduti. Dopo essere stata terrorizzata per lunghi notte dall'incubo dell'esattore (brrr) che le avrebbe portato via anche la pelle di dosso, la intrepida Gioia decide di ficcarsi dritta dritta nella tana del lupo cattivo: l'ufficio dell'agenzia delle entrate (Ohhhhhh...).
La rasseganta Gioia si reca di buon mattino all'ufficio che il sito internet dell'agenzia delle entrate indica come competente per il suo caso, con gli incartamenti disponibili e chiede al simpatico portiere. "L'ultima porta in fondo a destra" le risponde affabilmente.
Rassicurata dal tono amichevole del portiere, la timida Gioia si affaccia alla stanza e chiede di parlare con il dott. ImposteTasse. "L'ufficio è giusto" le risponde la gioviale impiegata "dovrebbe arrivare in mattinata, ma non so dirle quando."
L'ingenua Gioia pensa: "Evidentemente il cartello all'ingresso con gli orari di apertura al pubblico vale appunto solo per il pubblico."
Dopo una mezz'oretta di attesa, la gioviale impiegata si affaccia e chiede: "ma lei, cosa deve fare esattamente?". L'inesperta Gioia le consegna gli incartamenti e dopo una veloce scorsa, la gioviale impiegata glieli rende dicendo: "Ma non deve venire qui, qui è Milano5, l'atto d'acquisto è stato registrato in un altro ufficio, deve andare a Milano1, dallaltrapartedellacittà!" "Ma sul sito c'era scritto..." prova a obiettare la piccola Gioia. "Oh, non importa. Quelle sono indicazioni generali, non valgono in questo caso" Le risponde perentonia la gioviale impiegata.
Il mattino dopo la rassegnata Gioia si reca all'ufficio di Milano1 e all'ingresso si mette in fila per il numerino. Il salone è grande grande e ci sono taaaaante persone. L'impiegato addetto alla distribuzione dei numerini le chiede cosa deve fare e poi, guardandola perplesso, le dice: "si metta in quell'angolo, quando arriva il collega parli direttamente con lui". Dopo circa mezz'ora arriva il collega che le chiede cosa deve fare. La paziente Gioia glielo spiega e lui dopo una veloce riflessione, le stampa un numerino-sportello-3. "Si sieda e attenda che la chiamino." Dopo altra mezz'ora il suo numerino lampeggia sul tabellone e la moltopaziente Gioia si reca allo sportello 3. La giovane impiegata, sbrigati i saluti e le registrazioni di rito, la invita a seguirla in un altro ufficio, dalla capa dei capi di tutto l'ufficio del registro, la quale le dice, in poche parole, che si tratta di un bel sacchettone di monetine d'argento, ma non dei bauli che temeva la piccola Gioia, e in ogni caso se vuole, può non pagarli facendo una garibaldina alchimia notarile con il supporto di un venditre compiacente. L'alternativa può essere di tornare il giorno dopo, chiedere di compilare la denuncia e pagare il sacchettone di monete d'argento.
La giovane Gioia esce finalmente dal palazzone di Milano1 con la ferma intenzione di pagare l'argento dovuto ed evitare altre alchimie notarili con cui ha già avuto fin troppi guai. Il giorno stesso telefona al call center della agenzia delle entrate per prenotare l'incontro con l'impiegato del registro e fare il calcolo esatto dell'importo dovuto.
Il terzo giorno, la perseverante Gioia si reca nuovamente nel palazzone graaande graaaaaaande e si mette in fila con la sua prenotazione in mano. Quando arriva l'impiegato del registro, raccoglie gli incartamenti e poi, per un lungo istante, la fissa inebetito. "Ma lei non deve venire qui!" esclama poi con risolutezza. "Non so che dirle, il call center mi ha detto di venire qui, mi hanno prenotato loro l'incontro qua... dove devo andare allora?" balbetta la piccola Gioia. Il canuto impiegato la fissa torvo: "Non ne ho la più pallida idea. Aspetti che chiedo qualcosa a qualcuno."
Dopo pochi minuti torna assieme alla capa dei capi di tutto l'ufficio del registro, che la fa nuovamente accomodare nel suo ufficio e le dice:"ecco, compili questo modulo di autodenuncia e fotocopi tuuuuuuutto l'incartamento. Poi lo consegna domani mattina allo sportello 17. A quel punto lei è a posto, piccola Gioia. Tra una anno mezzo, forse due, verranno i gendarmi del regno a chiederle il sacchettone d'argento. E non si preoccupi per gli interessi, vengono calcolati solo fino alla data di domani, quando consegna l'ìincartamento."
L'indomani la piccola Gioia si recherà allo sportello 17 in fondo al palazzone graaaande graaande. Come andrà a finire?
In bocca a l lupo eroica Gioia, siamo tutti con te!