E' un freddo ed umido lunedì mattina di gennaio quando la piccola Gioia, tutta intirizzita, esce dalla casa in campagna per recarsi nella Grande Metropoli al lavoro.
Dopo il solito viaggetto al calduccio nel rilassante trenino che la accompagna alla stazione della Grande Metropoli e dopo un'allegra scarrozzata in metropolitana, la piccola Gioia arriva davanti all'ufficio.
Proprio accanto all'ingresso c'è un ufficio postale e la piccola Gioia ne approfitta per spedire una raccomandata.
La sorridente piccola Gioia entra e vede, con sua somma soddisfazione, che c'è una sola persona in fila per i prodotti postali. Farà prestissimo!
Pochi istanti dopo è il suo turno e dietro allo spesso vetro, si affaccenda impegnatissima Rubiconda Impiegata.
PG: "Buon giorno a lei, Rubiconda Ipiegata? Non è una bellissima giornata oggi? Dovrei fare una raccomandata con avviso di ricevimento, mi può gentilmente passare i moduli?"
RI (senza alzare lo sguardo dagli importantissimi ed in quanto tali impegnativissimi documenti che sta sfogliando): "Sgrunt."
PG: "Grazie, molto gentile, glieli compilo in un attimo."
La piccola Gioia compila in pochi istanti il modulo e la cartolina per l'avviso di ricevimento. Quando alza gli occhi, dall'altra parte del vetro Rubiconda Impiegata è scomparsa.
La ancor sorridente piccola Gioia attende qualche minuto, poi comincia a cercare con gli occhi Rubiconda Impiegata al di là degli spessi vetri. Siccome non torna, si accinge a chiedere ad Altra Impiegata, allo sportello affianco, che non sta facendo nulla, ma Altra Impiegata appena si accorge che la piccola Gioia sta cambiando sportello si alza e se ne va.
La paziente piccola Gioia resta in attesa per altri 5 minuti, durante i quali altre 5 o 6 persone si accodano allo sportello per i prodotti postali.
Torna Altra Impiegata, che chiama allo sportello il Primo della Fila, dopo la piccola Gioia. La quale, un po' spazientita prova a dire: "Scusi, c'ero prima io" ma il Primo della Fila è molto grosso e la guarda torvo rispondendo: "Eh no, ha chiamato me".
Finalmente, torna anche Rubiconda Impiegata, che guarda la spazientita piccola Gioia ed escalama sorpresa: "Uhm, ma lei cosa vuole? Ah, la raccomandata? Ma è ancora qui? Credevo l'avesse già data alla collega!!" dopodichè se ne va.
Dopo altri 5 minuti torna e chiede alla arcistufa piccola Gioia: "Scusi, un attimo, devo fare questo versamento con assegno, aspetti per piacere."
La visibilmente arrabbiata piccola Gioia pensa di obiettare che quello è uno sportello prodotti postali, ma lascia perdere. Sarebbe come spiegare agli orsi polare come si mette lo smalto per unghie.
Dopo altri lunghi, interminabili, miunti, in cui Rubiconda Impiegata sbaglia due volte a compilare il modulo per il versamento dell'assegno, la piccola Gioia sta considerando seriamente l'ipotesi di mandare tutti a quel paese e consegnare la raccomandata a mano. Con sua immensa sorpresa, Rubiconda Impiegata chiama Impiegata Riccioluta e chiede a lei se può fare la raccomandata della piccola Gioia dallo sportello accanto.
PG: "Buon giorno, ecco la lettera e i moduli, grazie."
IR (senza alzare lo sguardo dagli importantissimi ed in quanto tali impegnativissimi documenti che sta sfogliando): "Sgrunt."
PG: "..."
IR: "Treequaranta."
PG: "Prego?"
IR: "Sgrunt."
Piccola Gioia legge sul visore che deve pagare 3,40 euro per la raccomandata. Mette una banconota da 10 e attende il resto. Nel mentre Impiegata Riccioluta, con muso molto lungo, si mette a scartabellare altre raccomandate e cartoline in ordine sparso sul banco.
PG: "I soldi, prego, li ho messi qui."
IR: "Sgrunt....treequaranta, quattro, cinque, dieci."
Piccola Gioia raccoglie il resto e la ricevuta che Impiegata Riccioluta le passa sgarbatamente. Le scivolano dal portafoglio alcuni biglietti da visita e si china a raccoglierli. Poi si alza e si rivolge di nuovo a Impiegata Riccioluta.
PG: "A posto così?"
Impiegata Riccioluta la guarda inebetita.
PG: "Mi scusi, sono a posto così? C'è altro?"
Impiegata Riccioluta continua a guardarla inebetita e storce la bocca in una smorfia di disgusto.
PG (andandosene e a voce volutamente alta): "Un sorriso no, mi raccomando, che poi le rimane la paresi. Complimentoni per l'educazione!"
Speriamo che almeno la raccomandata la consegnino veramente...
Dopo il solito viaggetto al calduccio nel rilassante trenino che la accompagna alla stazione della Grande Metropoli e dopo un'allegra scarrozzata in metropolitana, la piccola Gioia arriva davanti all'ufficio.
Proprio accanto all'ingresso c'è un ufficio postale e la piccola Gioia ne approfitta per spedire una raccomandata.
La sorridente piccola Gioia entra e vede, con sua somma soddisfazione, che c'è una sola persona in fila per i prodotti postali. Farà prestissimo!
Pochi istanti dopo è il suo turno e dietro allo spesso vetro, si affaccenda impegnatissima Rubiconda Impiegata.
PG: "Buon giorno a lei, Rubiconda Ipiegata? Non è una bellissima giornata oggi? Dovrei fare una raccomandata con avviso di ricevimento, mi può gentilmente passare i moduli?"
RI (senza alzare lo sguardo dagli importantissimi ed in quanto tali impegnativissimi documenti che sta sfogliando): "Sgrunt."
PG: "Grazie, molto gentile, glieli compilo in un attimo."
La piccola Gioia compila in pochi istanti il modulo e la cartolina per l'avviso di ricevimento. Quando alza gli occhi, dall'altra parte del vetro Rubiconda Impiegata è scomparsa.
La ancor sorridente piccola Gioia attende qualche minuto, poi comincia a cercare con gli occhi Rubiconda Impiegata al di là degli spessi vetri. Siccome non torna, si accinge a chiedere ad Altra Impiegata, allo sportello affianco, che non sta facendo nulla, ma Altra Impiegata appena si accorge che la piccola Gioia sta cambiando sportello si alza e se ne va.
La paziente piccola Gioia resta in attesa per altri 5 minuti, durante i quali altre 5 o 6 persone si accodano allo sportello per i prodotti postali.
Torna Altra Impiegata, che chiama allo sportello il Primo della Fila, dopo la piccola Gioia. La quale, un po' spazientita prova a dire: "Scusi, c'ero prima io" ma il Primo della Fila è molto grosso e la guarda torvo rispondendo: "Eh no, ha chiamato me".
Finalmente, torna anche Rubiconda Impiegata, che guarda la spazientita piccola Gioia ed escalama sorpresa: "Uhm, ma lei cosa vuole? Ah, la raccomandata? Ma è ancora qui? Credevo l'avesse già data alla collega!!" dopodichè se ne va.
Dopo altri 5 minuti torna e chiede alla arcistufa piccola Gioia: "Scusi, un attimo, devo fare questo versamento con assegno, aspetti per piacere."
La visibilmente arrabbiata piccola Gioia pensa di obiettare che quello è uno sportello prodotti postali, ma lascia perdere. Sarebbe come spiegare agli orsi polare come si mette lo smalto per unghie.
Dopo altri lunghi, interminabili, miunti, in cui Rubiconda Impiegata sbaglia due volte a compilare il modulo per il versamento dell'assegno, la piccola Gioia sta considerando seriamente l'ipotesi di mandare tutti a quel paese e consegnare la raccomandata a mano. Con sua immensa sorpresa, Rubiconda Impiegata chiama Impiegata Riccioluta e chiede a lei se può fare la raccomandata della piccola Gioia dallo sportello accanto.
PG: "Buon giorno, ecco la lettera e i moduli, grazie."
IR (senza alzare lo sguardo dagli importantissimi ed in quanto tali impegnativissimi documenti che sta sfogliando): "Sgrunt."
PG: "..."
IR: "Treequaranta."
PG: "Prego?"
IR: "Sgrunt."
Piccola Gioia legge sul visore che deve pagare 3,40 euro per la raccomandata. Mette una banconota da 10 e attende il resto. Nel mentre Impiegata Riccioluta, con muso molto lungo, si mette a scartabellare altre raccomandate e cartoline in ordine sparso sul banco.
PG: "I soldi, prego, li ho messi qui."
IR: "Sgrunt....treequaranta, quattro, cinque, dieci."
Piccola Gioia raccoglie il resto e la ricevuta che Impiegata Riccioluta le passa sgarbatamente. Le scivolano dal portafoglio alcuni biglietti da visita e si china a raccoglierli. Poi si alza e si rivolge di nuovo a Impiegata Riccioluta.
PG: "A posto così?"
Impiegata Riccioluta la guarda inebetita.
PG: "Mi scusi, sono a posto così? C'è altro?"
Impiegata Riccioluta continua a guardarla inebetita e storce la bocca in una smorfia di disgusto.
PG (andandosene e a voce volutamente alta): "Un sorriso no, mi raccomando, che poi le rimane la paresi. Complimentoni per l'educazione!"
Speriamo che almeno la raccomandata la consegnino veramente...







