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giovedì, 23 agosto 2007

postato da: dottorgioia alle ore 14:39 | Link | commenti | categoria: il grande disegno
giovedì, 24 maggio 2007
Come diceva il vecchio detto cinese: quando torni a casa picchia tua moglie, tu non sai perchè ma lei si.

Ecco, vorrei picchiare l'amico Aladin. Lui sa il perchè. E io anche.
postato da: dottorgioia alle ore 12:59 | Link | commenti (1) | categoria: il grande disegno
giovedì, 05 ottobre 2006
Ho notato una cosa strana.
Nei dintorni della stazione centrale, nel quadrilatero vittorpisani-tunisia-benedettomarcello-vitruvio, sono fioriti negli ultimi mesi un numero incredibile di centri massaggi thailandesi (o simili). Quasi tutti hanno insegne semplici e vetrine su strada con tendine.

Dando per scontato che siano attività autentiche, mi chiedo se il target sia il pendolare che arriva in treno (ma quanti pendolari massaggiabili ci sono a Milano???), il turista viaggiatore (dopo la milano da bere, la milano da massaggiare...) o una nuova immigrazione Thai che si sta stanziando nella zona.

D'altronde, i cinesi han cominciato con i ristoranti, i mussulmani con le macellerie, i sudamericani con i locali da ballo... non è niente male questa milano multietnica :-)
postato da: dottorgioia alle ore 12:15 | Link | commenti (2) | categoria: il grande disegno
domenica, 27 agosto 2006
Ho notato una cosa curiosa. Una coincidenza, probabilmente. Ma io non credo alle coincidenze... (ultima frase detta socchiudendo gli occhi e con la voce di Clint Eastwood)

Recentemente, complici i lavori nella nuova casa, si sono rese necessarie diverse scale e scalette per arrivare a pulire le porte finestre alte, per aprire le Velux non ancora elettrificate ecc ecc ecc

Abbiamo utilizzato all'inizio la scaletta di casa, piccola a tre gradini, in alluminio (o comunque color alluminio), cromata, con rifiniture in plastica blu elettrico (piedini, piano dello scalino alto...)

Giovedì scorso abbiamo comprato alla lidl la scala in figura illustrata, che si può allungare fino a 350 cm, per poter arrivare negli angoli dei soffitti in legno e pulire le persiane del primo piano dall'esterno. Scala appunto color alluminio con rifiniture in plastica blu elettrico.

Ieri, dopo il solito giro di lavoretti alla casa nuova, torno a casa e noto che la scala che abbiamo in casa, una normalissima apribile con i gradini su un lato, acquistata da angelo anni fa, è anch'essa color alluminio con rifiniture blu elettrico.

Ora io mi chiedo: potrebbe essere una coincidenza? Ma io non credo alle coincidenze... (idem come sopra).
Ho riflettuto sul significato dei colori. Pensa Gioia, pensa...

-> Alluminio: tecnologico, resistente, all'avanguardia, duraturo, forte, moderno.
-> Blu: sincero, fedele, sicuro, fidato, affidabile, onesto.

Ad una prima attenta analisi, parrebbe una strategia di marketing... ma per essere convalidata, la mia teoria deve essere suffragata dai numeri.
Quindi mi rivolgo a te, lettore del mio blog, che sicuramente non hai niente di particolarmente impegnativo da fare, se no non saresti qui adesso: rifletti! Hai una scala a casa? Di qualunque tipo sia, pensa a che colore hai scelto e/o hai trovato disponibile e lasciamelo scritto nei commenti. Per ringraziarti del tempo che mi hai dedicato, riceverai nella tua casella di posta la foto di una pochette zebrata e un kilo di caffè.
postato da: dottorgioia alle ore 19:06 | Link | commenti (6) | categoria: il grande disegno
venerdì, 26 agosto 2005
l'auto blu elettrica metallizzata... stamattina era una ka.

appena ho buttato l'occhio nel retrovisore, prima di girare in via tortona non ho visto nulla. il vuoto totale, zero automobili dietro di me. strano, ma possibile, in agosto.
già pensavo all'effimero illusorio succedersi degli eventi casuali quando eccola spuntare... era solo un po' indietro. ma c'era.

l'ho detto io, c'è qualcuno che gioca a domino con il traffico di milano. ha!
postato da: dottorgioia alle ore 08:55 | Link | commenti (3) | categoria: il grande disegno
giovedì, 25 agosto 2005
C'è chi le chiama coincidenze, chi ci vede zampini di magia nera/gialla/verde/blu e chi semplicemente pensa all'ennesimo complotto governativo di qualche superpotenza.

Io preferisco pensare che ci sia qualche intelligenza superiore a cui piace mettere le cose nello stesso ordine, un po' come piace a me... lo so, ho un ego eccesivo, e allora? L'ego è mio e me lo gestisco io...

Ma torniamo indietro di un passo: sono tre giorni in fila, per la precisione tre mattine, che mi metto alla guida della fedele macchinina per venire in ufficio. Un pacchia: senza traffico e con 1 km di strada vuota per parcheggiare proprio di fronte all'ingresso.
Ebbene sono tre giorni, e dico TRE GIORNI, che tutte le volte che arrivo sul cavalcavia del naviglio, dove giro a destra in via tortona, metto la freccia e butto l'occhio al retrovisore, tanto per essere sicura che non ci sia la solita moto sportiva che mi sorpassa da destra. Ebbene... sono tre giorni che dietro di me c'è una automobile di colore blu elettrico metallizzato. E non è la stessa!!! Il primo giorno era una peugeot, poi una punto e stamane un opel. E' proprio una forza superiore, che mette in fila le auto secondo il suo gusto personale...

Che bello far parte di un disegno celeste (metallizzato).
postato da: dottorgioia alle ore 10:49 | Link | commenti | categoria: il grande disegno
martedì, 15 marzo 2005
ieri sera, ho notato una cosa che mi ha fatto riflettere.

Ho acquistato una nuova confezione di proteggi slip Nuvenia (pubblicità, chissenefrega) ripiegati e imbustati singolarmente (plastichetta verde, ultrasottili) da 40 pezzi. Uno scatolone, rispetto alle micro confezioni da 14 pezzi che facevano una volta.

Prendo la scatola di cartone verdolino e leggo a caratteri cubitali in rosso su una linea gialla:   NUOVO

Poi l'occhio si focalizza meglio sulla scritta e noto delle imperfezioni sul giallo di sfondo... unbelievable!!! Ma è un'etichetta. Un'etichetta con scritto  NUOVO  proprio incollata sopra la scritta che c'è sotto. E allora scatta la curiosità: ma la scritta che c'è sotto? cos'è? Cerco invano di staccare l'etichetta, che si ripropone identica su ambo le facce della confezione verdolina. Allora passo all'osservazione in trasparenza. Schiaccio con l'unghietta una delle etichette fino a intravedere con chiarezza la scritta. sotto, c'è scritto  NOUVO .

A questo punto scatta la paranoia da ciclo vitale: il resto della scatola è scritto in italiano, quindi non è una qualche lingua balcanica che condivide gli stessi canali distribuitivi dell'italia (vd. i deodoranti Nivea Roll On). E' proprio un errore di stampa sul packaging. E anzichè buttare le scatole, l'hanno corretto con un'etichettina. Ma uno che stampa le scatole per Nuvenia, non ne stampa 20 o 30 per volta. E probabilmente nemmeno 200 o 300. Questo cristiano ha stampato qualche migliaio di scatole con un errore ortografico non nelle righe in piccolo delle controindicazioni, ma proprio sulla scritta più grossa che capeggia, tu guarda un po', al centro della confezione! Su ambo i lati!! E se non le hanno buttate, è perchè avevano verosimilmente migliaia di scatole tutte sbagliate. E magari anche già impacchettate. Pronte per la distribuzione, piene ciascuna di 40 salvaslip ultrasottili imbustati singolarmente con la plastichina verdolina. Il mio pensiero corre immediatamente a:
1- il tipografo che ha stampato alcune migliaia di etichette con scritto  NUOVO  e che si è trovato un lavoro extra piovuto dal cielo.
2- gli operai/operaie che hanno incollato, singolarmente, l'etichettina su ambo i lati della confezione.

Se penso a tutto il lavoro che è costato a quelle persone correggere la mia scatola di Salvaslip, perchè io potessi leggere  NUOVO  e non   NOUVO   ... c'è da meditare su questa cosa. Assolutamente.

Si accettano segnalazioni su altre correzioni manuali al packaging di qualunque cosa.
postato da: dottorgioia alle ore 12:42 | Link | commenti (2) | categoria: il grande disegno