Cosa farò da grande

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giovedì, 28 febbraio 2008
Vi prego signori giudici americani della suprema corte di San Francisco. Fateli vincere...
400.000 dollari sono pochissimi per le compagnie petrolifere, nemmeno se ne accorgono, ma almeno c'è un precedente, un piccolo piccolo precedente alaskiano...
postato da: dottorgioia alle ore 11:09 | Link | commenti (1) | categoria: pianeta verde
venerdì, 29 settembre 2006
Ecco un evento a cui avrei partecipato volentieri se fossi stata libera. Ma un matrimonio mi trattiene a Milano

Peccato, spero proprio di esserci per il prossimo! E spero che ne organizzino altri presto, che il nostro mare ha davvero bisogno di una bella pulita!

Per altre informazioni, potete vedere anche il sito del Padi.
postato da: dottorgioia alle ore 16:26 | Link | commenti | categoria: pianeta verde
mercoledì, 28 settembre 2005
E' un po' che medito un post sull'argomento. Più o meno da agosto.

SI fa un gran parlare di pesca subacquea in apnea, con Pellizzari che ci fa tanti bei servizi in tv, su come sia avvincente, la sfida dell'uomo contro il mare, l'esercizio subacqueo, scendere in apnea in profondità e appostarsi, un solo colpo, l'uomo e il pesce ad armi pari. Quasi.

Si quasi, perchè l'uomo sa che la sua fiocina può uccidere il pesce. Ma al pesce chi gliel'ha detto? I casi son due: o il pesce non lo sa, quindi non ha paura e non scappa. Oppure il pesce lo sa, perchè ha visto tanti suoi amichetti infiocinati, e allora vivrà nel terrore che succeda a lui, non solo nei 5 minuti in cui Pelizzari e gli amichetti suoi sono sott'acqua, ma sempre. Praticamente, uno stress continuo. Una vita sotto assedio. Il terrore fisso negli occhi. Un pesce costantemente in crisi di nervi. E senza Valium.

Cmq, anche ammettendo che la pesca in apnea possa essere ritenuta "sportiva" per come la fanno Pellizzari & co., c'è un rovescio della medaglia.
Che i figaccioni di linea blu/pianeta mare/splish splash siano veri atleti non c'è alcun dubbio, scendono con mute supersportive a profondità tutt'altro che banali, posizionandosi a distanze notevoli dalla preda, con un solo colpo in canna che se va a vuoto non può essere ripetuto, perchè quando sono risaliti, han ripreso aria, han ricarcato l'arbalete e sono discesi, il pesce è già andato a casa da un pezzo.
Ma gli altri? I pescatori della domenica d'agosto? Quelli che con un fisico da telespettatore si immergono in apnea per andare a pesca sulle spiagge vicino casa... cosa pescano?

Con tanto fiato da resistere non oltre 2 minuti sott'acqua, si immergono fino a 3 metri al massimo, a pochi metri dalla riva (che mica ce la fanno a nuotare per arrivare fin laggiù dove sono i pesci grossi), puntando la fiocina contro pescetti talmente piccoli che un colpo solo li apre a metà (sfortunatamente i tonni di 1 metro non nuotano lungo la riva...), appoggiando la fiocina sul fianco di scorfanetti talmente piccoli da non sapere nemmeno cosa ci fa un balenone di 100 kili in acqua e ricaricando l'arbalete tre volte, tanto una volta colpito lo scorfanetto mica può scappare lontano, e poi basta alzarsi in pedi per riprendere il fiato. Tutto questo per portare a riva un solo pescetto di meno di 7 cm di lunghezza complessiva, che dopo 5 minuti abbandonato sulla sabbia accanto all'ombrellone ha attirato stormi di vespe e viene, pertanto, ributtato in acqua. A pezzi, chiaramente. Tanto con un pescetto così piccolo mica ci si poteva fare il sughetto.
E allora, che cavolo l'hai massacrato a fare?

Non ce l'ho con i pescatori "veri", anche se non approvo la pesca in apnea in generale. Però, se si potesse regolamentare un po', tanto per evitare queste inutili stragi di pesci piccoli... insomma, i pesci ringrazierebbero.

Di seguito, una ricostruzione fotomontata di una poco edificante scena cui ho assistito quest'estate.

postato da: dottorgioia alle ore 11:49 | Link | commenti (6) | categoria: pianeta verde
giovedì, 14 aprile 2005

La Cioccolata o il cioccolato, dite un po' come vi pare, fa bene. E' buona. Dolce. Dà energia.
Fornisco, ad uso esclusivamente personale, una serie di link per gli amanti del genere.

La storia della cioccolata

Il Chococlub organizza anche un corso di degustazione, nelle varie città d'Italia, in 5 incontri.

Ricette a base di cioccolato (ce ne sono a Bizzeffe, powered by Google).

E per finire: Il cioccolato fa BENE!!!!! I miti da sfatare e le proprietà terapeutiche del cioccolato.

postato da: dottorgioia alle ore 17:15 | Link | commenti (1) | categoria: pianeta verde
giovedì, 07 aprile 2005
Io sono un'ottimista. E non costa niente. E magari faccio davvero qualcosa di bello per il mondo. E comunque, male non fa :)

WORLD JUMP DAY, 268 Kenmure street, Glasgow G41 2QY, UK
postato da: dottorgioia alle ore 20:30 | Link | commenti | categoria: pianeta verde
venerdì, 11 marzo 2005
Per chi fosse stato doverosamente sensibilizzato alla causa del dugongo in estinzione, aggiungo una informazione importantissima!

Esiste e viene portato avanti da alcuni enti di ricerca australiani e internazionali, anche con l'appoggio delle Nazioni Unite, il Piano D'Azione Dugongo (Dugong Action Plan).
Trattasi di un rapporto completo sull'animale e tutte le sue caratteristiche e sulla distribuzione, habitat, pericoli per la sopravvivenza in ogni area del bacino dell'Oceano Indiano dove abitualmente vive.
La lettura è consigliata, data la mole di informazioni, mappe e tabelle, ai veramente motivati :-)

postato da: dottorgioia alle ore 10:15 | Link | commenti (2) | categoria: pianeta verde
giovedì, 10 marzo 2005
Il Dugongo, di cui sono una grande fan, è un sirenide conosciuto anche come "mucca del mare", perchè erbivoro si nutre sulle praterie di alghe. Come tutti i bellissimi mammiferi marini di grandi dimensioni, è in estinzione.
Il Dugongo pare essere tipico dei mari caldi, l'ho trovato segnalato in Australia, nell'oceano Indiano e nel Mar Rosso.

Da: ECPlanet
Il dugongo è parente prossimo del lamantino. La longevità di questo mammifero è molto accentuata e la sua riproduzione è estremamente lenta. La stazza è abbastanza imponente: può raggiungere e superare una lunghezza di tre metri e un peso di circa 400 chili.

Come sono fatti i dugonghi? Vivere il mare ci dice che
hanno un corpo fusiforme, arti anteriori brevi e a forma di palette provviste di cinque dita fornite di piccole unghie. Gli arti posteriori sono assenti, la coda è appiattita orizzontalmente a formare una pinna. Il muso è smussato con bocca piccola e labbra carnose provviste di setole. Questi animali hanno occhi piccoli e orecchi privi di padiglione. Il loro corpo è rivestito da una pelle dura e resistente, cosparsa di rari peli. Questi grossi mammiferi marini sono animali per lo più erbivori. Vivono nelle acque costiere dove pascolano sulle praterie sottomarine e spesso si inoltrano negli ambienti continentali, risalendo le foci dei fiumi.

Del Dugongo il sito di tale Roberto Sozzani mette a disposizione anche un esclusivo MP3

E per finire: la foto gallery.

 
postato da: dottorgioia alle ore 10:22 | Link | commenti (2) | categoria: pianeta verde